E voi, chi dite che io sia?

E voi, chi dite che io sia?

Puntuale come ogni anno, alla fine dell’estate arriva una delle pagine più provocanti del Vangelo. Gesù chiede ai suoi, e a noi, di schierarci: chi è lui per noi? Cosa rappresenta? Cosa ne abbiamo fatto del suo annuncio?

Che idea ha la gente di Gesù? Se ne parla, spesso, forse mai nessun personaggio della storia ha suscitato tante discussioni, ma il rischio è quello di restare sul piano della chiacchiera. Noi, discepoli, non restiamo nel vago, non facciamo salotto, lasciamo che la bruciante domanda del Rabbì ci perfori il cuore: chi è davvero Gesù di Nazareth per me? Un grande uomo del passato? Una distratta divinità a cui rivolgermi? Un amico da contattare quando le cose non funzionano? Pietro si schiera: Gesù è l’atteso da Israele, dalle genti, egli è il nuovo re Davide, il volto di Dio, il grande re venuto a restaurare il Regno. Domenica prossima vedremo che questa consapevolezza, in Pietro, dovrà maturare: egli s’immagina un Messia trionfante, resterà scandalizzato dall’apprendere che Gesù non vuole il successo, ma l’amore e la conversione, ed è disposto a morire per questo… Anche per noi, l’affermazione della messianicità di Cristo significa interrogarci su come Gesù intende la regalità, occorre scavare, approfondire, avere il coraggio di chiederci   se a noi un Dio come quello presentato da Gesù ci sta (sul serio) bene. Domenica della scelta, questa, scelta che continuamente siamo chiamati a compiere, giorno dell’incontro con lo sguardo del Nazareno che ci chiede adesione al suo progetto, che non vuole un’appartenenza di abitudine, ma una passione almeno pari a quella che lui ha per ciascuno di noi.

 

Preghiamo

Io so che anche oggi interessa molti

la domanda che ci poni:

chi tu sia per la gente, Signore;

ma non so quanti potranno dirsi convinti

delle nostre risposte ufficiali:

buon rimedio sarà che ognuno

si lasci invadere dallo Spirito, come Pietro

e personalmente risponda:

così ognuno sarà pietra vivente

di una chiesa che è sempre da edificare.